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	<title>Lexiophiles &#187; Italiano</title>
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		<title>Sono solo canzonette</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 10:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche mese fa sono stati pubblicati su questo blog due articoli nei quali si davano suggerimenti su come imparare le lingue. Per quanto mi riguarda, nonostante abbia tentato di studiare un numero a dir poco infinito di lingue riuscendo però ad impararne solo tre, almeno in questo campo, mi considero comunque una studentessa niente male; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/12/electricguitarbig.jpg" alt="" align="right" /></p>
<p>Qualche mese fa sono stati pubblicati su questo blog <a href” http://www.lexiophiles.com/english/top-10-tips-to-learn-new-words-and-remember-them-12”>due articoli</a> nei quali si davano suggerimenti su come imparare le lingue.</p>
<p>Per quanto mi riguarda, nonostante abbia tentato di studiare un numero a dir poco infinito di lingue riuscendo però ad impararne solo tre, almeno in questo campo, mi considero comunque una studentessa niente male; anzi, se devo essere sincera, credo proprio di essere un´esperta nel settore! E quindi oggi ho deciso di rivelarvi il mio segreto.</p>
<p>È tutta una questione di musica; come si è già detto anche al punto 7 dei suddetti articoli. Tuttavia – almeno per me – non tutta la musica ha lo stesso effetto. Ciò che considero veramente utile ai fini dell´apprendimento delle lingue straniere sono le canzonette senza un particolare valore artistico, quelle che ti entrano in testa e non ti abbandonano più. </p>
<p>Questo è il motivo per cui, nonostante sia da sempre una grande fan della band rock industriale/sperimentale Einstürzende Neubauten, non posso certo dire che mi abbiano aiutato più di tanto ad imparare il tedesco; o almeno non tanto quanto artisti come Nena e Wolfgang Petry. </p>
<p>Detto ciò, rendo pubblica la mia playlist di studio, sperando possa esservi in qualche modo di ispirazione nel vostro cammino alla scoperta di nuovi idiomi.</p>
<p>Tedesco:<br />
-	Nena:  Irgendwie, irgendwo, irgendwann<br />
-	Wolfgang Petry: Wahnsinn<br />
-	<a href="http://www.youtube.com/watch?v=ZpCJezetG8s">Das Fliegerlied</a></p>
<p>Cinese:<br />
-	Richie Ren: Dui mian de nu hai kan guo lai<br />
-	Zhou Huajian: Pengyou<br />
-	<a href="http://www.youtube.com/watch?v=r98gzNE9AY0">Yang Jugang: Lao shu ai da mi</a></p>
<p>Italiano:<br />
-	Alberto Camerini: Rock and roll robot<br />
-	Al Bano e Romina Power: Felicità<br />
-	<a href="http://www.youtube.com/watch?v=VtGs0R_HoXg&#038;feature=related">Valeria Rossi: Tre parole</a> </p>
<p>Ovviamente state attenti quando qualcuno all´improvviso vi chiede: «Cosa stai ascoltando?», una situazione tipo quella del video seguente. In questo caso, vi suggerisco di avere sempre una risposta già pronta, qualcosa come: «La sinfonia n. 6 in La minore di Gustav Mahler». </p>
<div align=”center”><iframe width="480" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/tvHRUY0tBcs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lexiophiles.com/english/just-a-song-before-i-go">[English]</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Insegnare greco e latino oggi: Platone contro Keynes</title>
		<link>http://www.lexiophiles.com/italiano/insegnare-greco-e-latino-oggi-platone-contro-keynes</link>
		<comments>http://www.lexiophiles.com/italiano/insegnare-greco-e-latino-oggi-platone-contro-keynes#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 10:05:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[English]]></category>
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		<category><![CDATA[teaching]]></category>

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		<description><![CDATA[In molte scuole del mondo, ma ovviamente soprattutto nei paesi occidentali, s´insegnano lingue morte come il greco e il latino. Alcuni esperti ritengono che studiare queste lingue sia utile agli studenti perché li aiuta a rendere le loro menti più elastiche e a imparare a pensare. Altri esperti, invece, sostengono che si tratti semplicemente di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/12/plato_vaagbig.jpg" alt="" align="left" /></p>
<p>In molte scuole del mondo, ma ovviamente soprattutto nei paesi occidentali, s´insegnano lingue morte come il greco e il latino.</p>
<p>Alcuni esperti ritengono che studiare queste lingue sia utile agli studenti perché li aiuta a rendere le loro menti più elastiche e a imparare a pensare.</p>
<p>Altri esperti, invece, sostengono che si tratti semplicemente di uno strascico ingombrante di un sistema educativo ormai obsoleto, che – nel mondo globalizzato di oggi – dovrebbe essere eliminato dai programmi scolastici per far posto a materie più “utili” come l´economia, la matematica o anche altre lingue, ma vive; poiché si tratta di materie che, come ci fanno giustamente notare, hanno gli stessi effetti positivi sul cervello in crescita. (Interessantissima la voce di <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Liceo_classico">Nonciclopedia sul liceo classico</a>) </p>
<p><img style="margin: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/12/romancolosseum_alitaylorbig.jpg" alt="" align="right" /></p>
<p>Questo è senza dubbio vero, ma costoro dovrebbero comunque tenere a mente che, se è vero che le lingue vive ci aiutano a comunicare con i nostri coinquilini del pianeta Terra, è anche vero che le lingue morte ci insegnano a comunicare con il nostro passato, con tutti quegli uomini e quelle donne che hanno contribuito a dare forma al mondo così come lo vediamo oggi (o almeno alla sua metà occidentale). Cosa che, a parer mio, non è meno importante dell´essere in grado di comunicare nel nostro mondo globalizzato.</p>
<p>Forse è un po´ fuori tema, dato che non è nemmeno tempo di TGIF, ma vorrei condividere con voi un esempio di quanto importante sia stato il contributo dei filosofi della Grecia antica per pensatori delle epoche successive fino ai giorni nostri con un video tratto da un film dei Monthy Phyton:</p>
<div align=”center”><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/ta1KfRX06kA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lexiophiles.com/english/teaching-dead-languages-today-plato-vs-keynes">[English]</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Musica italiana &#8211; I cani e gli Zen Circus</title>
		<link>http://www.lexiophiles.com/italiano/musica-italiana-i-cani-e-gli-zen-circus</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 10:06:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italy]]></category>
		<category><![CDATA[Music]]></category>

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		<description><![CDATA[La musica italiana più conosciuta all´estero è quella di artisti quali Laura Pausini, Tiziano Ferro o Nek. Benché costoro siano – senza ombra di dubbio – grandi artisti, c´è da dire che il panorama musicale italiano contemporaneo ha anche molto altro da offrire. Ho già scritto qualcosa su questo argomento qualche tempo fa nell´ambito di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La musica italiana più conosciuta all´estero è quella di artisti quali Laura Pausini, Tiziano Ferro o Nek. Benché costoro siano – senza ombra di dubbio – grandi artisti, c´è da dire che il panorama musicale italiano contemporaneo ha anche molto altro da offrire. Ho già scritto qualcosa su questo argomento qualche tempo fa nell´ambito di una <a href="http://www.lexiophiles.com/italiano/marinai-profeti-e-balene">piccola recensione dell´ultimo album di Capossela</a>, ma questa volta si tratta di un genere musicale diverso e di testi dal contenuto diverso. Se ti interessano la lingua e la cultura italiana non puoi perderti gli album delle due band di cui parlerò in questo articolo, perché entrambi costituiscono una fotografia della realtà culturale italiana di oggi.<br />
Uno dei prodotti più sorprendenti e interessanti di questo anno è stato il <i>Sorprendente album d´esordio dei cani</i>. Si tratta del primo album di una one man band il cui unico e solo componente ci tiene a rimanere nell´anonimato. Le undici tracce mettono a fuoco le vite borghesi della gioventù romana, offrendone all´ascoltatore un ritratto ricco di particolari, come in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=VsVGGHLFP7I"> “Velleità”</a>:</p>
<div align=”center”><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/VsVGGHLFP7I" frameborder="0" allowfullscreen></iframe> </div>
<p>La seconda band che sto ascoltando parecchio in questi ultimi tempi sono gli Zen circus. Anche il loro ultimo album, <i>Nati per subire</i>, è uscito nel 2011 e tratta gli stessi temi della band precedente, facendo un ritratto della classe media italiana di oggi – quella che va in vacanza a Rimini – come in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vnvcjSsCE3g">“Atto secondo”</a>:   </p>
<div align=”center”><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/vnvcjSsCE3g" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Ascoltateli e fatemi sapere cosa ne pensate!</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lexiophiles.com/english/italian-music-the-dogs-and-the-zen-circus">[English]</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quale lingua scegliere? Un piccolo suggerimento, alquanto personale</title>
		<link>http://www.lexiophiles.com/italiano/quale-lingua-scegliere-un-piccolo-suggerimento-alquanto-personale</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 10:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[learning languages]]></category>

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		<description><![CDATA[Troppo spesso sento la gente dire: «devi imparare l´inglese se vuoi trovare un buon lavoro» oppure «il cinese è la lingua del futuro» e così via. Questo è più o meno quello che è stato detto anche a me quando, finite le superiori, resi nota la mia decisione di studiare lingue all´università. Come la maggior [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/11/coinsbig.jpg" alt="" align="left" /></p>
<p>Troppo spesso sento la gente dire: «devi imparare l´inglese se vuoi trovare un buon lavoro» oppure «il cinese è la lingua del futuro» e così via. Questo è più o meno quello che è stato detto anche a me quando, finite le superiori, resi nota la mia decisione di studiare lingue all´università. </p>
<p>Come la maggior parte degli adolescenti, a quel tempo la mia vita era governata dal caos e dalla confusione. Così, nonostante la mia passione a quell´epoca fossero il tedesco e il greco moderno, finii col prendere una strada diversa. Tutti a casa e a scuola cominciarono a bombardarmi col mantra de “il cinese, la Cina, il mercato, l´economia, la crisi”, tanto che alla fine scrissi il mio nome nella lista del corso di cinese, dicendo addio al tedesco e al greco.</p>
<p><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/11/parthenonbig.jpg" alt="" align="right" /></p>
<p>Così ho studiato cinese per cinque anni, non mi sono persa nemmeno una lezione, ho sempre fatto i compiti, e ci ho pure vissuto in Cina; tuttavia, subito dopo la laurea ho deciso di tornare alle mie vecchie fiamme. E indovina un po´? Ho imparato di più in un mese di greco che in un anno di cinese. </p>
<p>Detto ciò, il mio consiglio per tutti coloro che si accingono a imparare una lingua è di non cercare consigli nelle riviste di finanza – perché ovviamente ci diranno che il PIL della Grecia è diminuito del 5,2% mentre quello della Cina è cresciuto del 2,4% – ma di scegliere la lingua che ci piace.  </p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lexiophiles.com/english/which-language-should-i-learn-a-simple-very-personal-advice">[English]</a></p>
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		<title>Imparare le lingue con i podcast</title>
		<link>http://www.lexiophiles.com/italiano/imparare-le-lingue-con-i-podcast</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 10:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[language learning]]></category>
		<category><![CDATA[podcast]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì si è parlato di come imparare una nuova lingua e di quali strumenti utilizzare. Oggi vorrei condividere la mia esperienza personale e parlarvi dello strumento che utilizzo di più, ovvero i podcast. La lista delle lingue che ho studiato – o cercato di studiare – negli ultimi dieci anni è infinita: francese, russo, tedesco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/11/mp4big.jpg" alt="" align="left" /></p>
<p>Martedì si è parlato di come imparare una nuova lingua e di quali strumenti utilizzare. Oggi vorrei condividere la mia esperienza personale e parlarvi dello strumento che utilizzo di più, ovvero i podcast.<br />
La lista delle lingue che ho studiato – o cercato di studiare – negli ultimi dieci anni è infinita: francese, russo, tedesco, greco, polacco, serbo-croato; tanto per nominarne qualcuna. Purtroppo ho scoperto che nel cervello umano non c´è spazio a sufficienza per contenere tutte le lingue che mi sarebbe piaciuto imparare; quindi ho deciso di sceglierne soltanto tre: cinese mandarino, tedesco e francese. Al momento sto studiando attivamente solo le prime due e – come dicevo poco prima – lo strumento che uso di più sono i podcast.<br />
Trovo questi ultimi molto utili perché si addicono perfettamente alla frenesia del nostro stile di vita contemporaneo; possiamo ascoltare i sulla metro per andare a scuola o al lavoro, quando laviamo i piatti, facciamo la spesa, quando c´è da aspettare ore nella sala d´attesa del medico, etc. etc., prendendo così due piccioni con una fava.<br />
Ad ogni modo, non sempre è facile trovare un buon podcast; e soprattutto non è facile trovare un podcast che sia buono per noi.<br />
<img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/11/headphonesbig.jpg" alt="" align="right" /><br />
La prima cosa da considerare per la scelta di un podcast è il nostro livello linguistico. All´inizio sarebbe meglio cercare podcast in cui gli speaker usano la tua lingua (o una lingua che già conosci) per parlare della lingua che vuoi imparare. Al contrario, se il nostro livello è intermedio o avanzato potremmo trovare questo tipo di podcast alquanto noioso e cercare invece podcast in cui si parla della lingua che vogliamo imparare... nella lingua che vogliamo imparare. Ad esempio, durante i miei primi tête-à-tête con la lingua francese ho usato parecchio i podcast livello principiante e avanzato di <a href="http://frenchpod.com/">Frenchpod.com</a>, poiché mi piaceva il modo in cui erano strutturati e le voci degli speaker. La stessa cosa per il cinese: all´inizio ascoltavo gli episodi livello principiante del podcast di <a href="http://chinesepod.com/">Chinesepod.com</a>, poi sono passata a quelli di livello intermedio e ora a quelli di livello avanzato.</p>
<p>Per quanto riguarda il tedesco, all´inizio non sono riuscita a trovare un podcast che mi piacesse, ma adesso che sono ad un livello intermedio trovo molto utili e interessanti i podcast di <a href="http://www.slowgerman.com/">Slow German</a>.<br />
Spero che questo breve articolo sull´argomento podcast possa aiutarvi a trovare ispirazione per la vostra scalata alla torre di Babele. Se avete voglia di condividere consigli o opinioni riguardo a questo tema, lasciate pure un commento!</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lexiophiles.com/english/learning-languages-with-podcasts">[English]</a></p>
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		<title>Le danze irlandesi e i loro risvolti linguistici</title>
		<link>http://www.lexiophiles.com/italiano/le-danze-irlandesi-e-i-loro-risvolti-linguistici</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 09:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[dance]]></category>
		<category><![CDATA[gaelic]]></category>
		<category><![CDATA[Ireland]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho cominciato da poco un corso serale di danze irlandesi, poiché mi hanno da sempre incuriosita. Movimenti rapidi e precisi a tempo (di solito) di 9/8, vestiti sgargianti, strane parrucche coi ricci… e tutte quelle cose che l´immaginario collettivo solitamente associa alla parola "Irlanda". Be´, come accade per tutti gli stereotipi, le danze irlandesi sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/10/dancersbig.jpg" alt="" align="left" /></p>
<p>Ho cominciato da poco un corso serale di danze irlandesi, poiché mi hanno da sempre incuriosita. Movimenti rapidi e precisi a tempo (di solito) di 9/8, vestiti sgargianti, strane parrucche coi ricci… e tutte quelle cose che l´immaginario collettivo solitamente associa alla parola "Irlanda". </p>
<p>Be´, come accade per tutti gli stereotipi, le danze irlandesi sono sicuramente fatto di tutto questo, ma c´è anche dell´altro.<br />
Il nome inglese “Irish dancing“ si riferisce a diversi tipi di danza, quali le Ceílí, le Set dancing e la Stepdance (e rispettive sottocategorie). Tra questi sicuramente è la Stepdance a godere di maggior fama, grazie allo show di Michael Flatley, <a href=“ http://it.wikipedia.org/wiki/Riverdance“>Riverdance</a>.<br />
Si tratta in realtà di un tipo di danza che ha alle sue spalle una lunga tradizione; discende, infatti, dal cosiddetto “sean-nós stepdancing“ (stepdancing vecchio stile), le cui origini risalgono ai tempi dell´Irlanda precristiana. Nel XIX secolo questa danza tradizionale irlandese ha varcato i confiniti della madrepatria ed è sbarcata negli U.S.A. e in Canada ai tempi della diaspora irlandese.</p>
<p>Al giorno d´oggi ci sono scuole di danze irlandesi in quasi tutti i paesi del mondo, a dimostrazione del fatto che questa antica tradizione non è ancora morta, ma gode anzi di ottima salute. </p>
<p><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/10/cloverbig.jpg" alt="" align="right" /></p>
<p>Particolarmente interessante per noi amanti delle lingue, è la stretta relazione che c´è tra le danze irlandesi e la lingua gaelica: la sopravvivenza delle une sembra determinare (almeno in parte) la sopravvivenza dell´altra.<br />
Oggi, infatti, la terminologia usata tra gli addetti ai lavori nel campo delle danze irlandesi contiene molte parole in gaelico, quali ad esempio “feis“ (gara) e “bodhrán“ (una specie di cugino irlandese della tammorra). </p>
<p> Qualora vi fosse venuta la curiosità di sapere cosa sia e come suoni il gaelico, vi consiglio di controllare <a href=“http://youtu.be/a7pPGm6N38k“> le previsioni del tempo di questo canale irlandese </a>.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lexiophiles.com/english/irish-dancing-and-its-language-implications">[English]</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Breve guida (per stranieri) alla pasta</title>
		<link>http://www.lexiophiles.com/italiano/breve-guida-per-stranieri-alla-pasta</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 09:54:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Italy]]></category>
		<category><![CDATA[pasta]]></category>

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		<description><![CDATA[Da italiana all´estero, la cosa che più mi ha colpita la prima volta che sono andata a fare la spesa fuori i confini del mio paese sono state le dimensioni parecchio ridotte dello scaffale dedicato alla pasta. Non c´era uno scaffale dedicato solo alla pasta – cosa che in Italia ho sempre dato (assai ingenuamente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/10/fusillibig.jpg" alt="" align="left" /> </p>
<p>Da italiana all´estero, la cosa che più mi ha colpita la prima volta che sono andata a fare la spesa fuori i confini del mio paese sono state le dimensioni parecchio ridotte dello scaffale dedicato alla pasta. Non c´era uno scaffale dedicato solo alla pasta – cosa che in Italia ho sempre dato (assai ingenuamente, devo ammettere) per scontata. Giustamente, paese che vai usanze che trovi, e più di una volta ho rinunciato (nemmeno con tanto dispiacere) ad uno spaghetto aglio e olio in favore di un piatto di Jiaozi (link) o di Folienkartoffeln (link) perché c´erano solo i fusilli.</p>
<p>In generale, ci sono quattro categorie di pasta. Se si considera il formato, si parla di pasta lunga e pasta corta; se si considera l´impasto, si parla di pasta normale e pasta all´uovo. È questo il motivo per il quale i supermercati italiani hanno corsie dedicate soltanto alla pasta.<br />
Ecco perché nei supermercati italiani ci sono enormi corsie dedicate soltanto alle decine e decine di diverse varietà di pasta, dove bisogna passare un bel po´ di tempo a scegliere tra pennette, mezze penne e pennoni prima di trovare le penne da fare all´“arrabbiata“. E va poi ricordato che ogni varietà è disponibile in due tipi: liscia e rigata – con un conseguente raddoppiamento dello sforzo.</p>
<p><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/10/cannellbig.jpg" alt="" align="right" /> </p>
<p>Lasciando da parte per il momento la distinzione tra pasta all´uovo e pasta normale, concentriamoci sui diversi formati. In sostanza, in Italia la grandezza conta così tanto (nessun doppio senso!) che la parola generica "pasta" non si usa poi tanto. Quello che invece si usa è il nome specifico di una "grandezza"; ad esempio, di solito si dice "orecchiette alle cime di rapa" o "bucatini all´amatriciana". A dire la verità, è difficile dire quale sia il principio che regola l´abbinamento di formato e condimento. L´unico suggerimento che mi sento di darvi per ora è quello di fare sempre riferimento alla tradizione e usare le ricette della nonna.<br />
Di seguito, alcune ricette da cui trarre ispirazione:</p>
<p><a href=“http://ricette.giallozafferano.it/Orecchiette-con-le-cime-di-rapa.html“>Orecchiette alle cime di rapa</a><br />
<a href=“http://fortisempre.wordpress.com/2009/09/26/papardelle-con-ragu-di-cervo-e-finferli/“>Pappardelle al ragù di cervo</a><br />
<a href=“http://www.matriciana.com/“>Bucatini all´amatriciana</a>  </p>
<p>Infine, una prova video della pignoleria italiana in fatto di formati di pasta: una pubblicità della Voiello degli anni ´80 con una Marisa Laurito d´annata.</p>
<div align=“center“><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/iJ7HzExw_6M" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lexiophiles.com/english/a-short-guide-to-italian-pasta">[English]</a></p>
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		<title>La seconda Roma. Splendore e declino di una città dimenticata</title>
		<link>http://www.lexiophiles.com/italiano/la-seconda-roma-splendore-e-declino-di-una-citta-dimenticata</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 09:45:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Italy]]></category>
		<category><![CDATA[southern italy]]></category>
		<category><![CDATA[Travel]]></category>

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		<description><![CDATA[La provincia di Caserta – situata pochi kilometri a nord di Napoli – raramente rientra nella top ten delle zone più visitate dai turisti, sia italiani che stranieri. Ed è un vero peccato, se si pensa che l´unica cosa che si ricorda di questa città è solo la Reggia, senza nulla togliere alla sua indiscussa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/10/anfibig.jpg" alt="" align="right" /> </p>
<p>La provincia di Caserta – situata pochi kilometri a nord di Napoli – raramente rientra nella top ten delle zone più visitate dai turisti, sia italiani che stranieri. Ed è un vero peccato, se si pensa che l´unica cosa che si ricorda di questa città è solo la Reggia, senza nulla togliere alla sua indiscussa bellezza, che l´ha innalzata alla gloria del grande schermo, come set di Guerre Stellari e Mission Impossible III.<br />
Nonostante di recente siano usciti nelle sale molti film che, sebbene abbiano descritto realisticamente questo territorio e i problemi che lo affliggono, hanno anche spaventato i turisti, il cui numero è calato in maniera drastica. Ad ogni modo, non siamo ancora in Congo, e chi non si fa un giro in queste zone si sta perdendo sicuramente l´occasione di passare un weekend in un posto meraviglioso, lontano dal caos delle mete più gettonate.</p>
<p>La prima tappa che consiglierei è la cittadina di Santa Maria Capua Vetere, un centro di 34 mila abitanti già nota ai tempi di Cicerone, che la definiva una “seconda Roma”, e prima ancora ai tempi dello storico Tito Livio, che la descrisse con le parole “urbis maxima opulentissima que Italiae”, e cioè “la città più grande e ricca in Italia”. Ed entrambi non si sbagliavano: a Santa Maria ci sono monumenti di grande rilievo nell´ambito della storia romana e preromana.</p>
<p><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/10/gladiatoribig.jpg" alt="" align="left" /> </p>
<p>Uno di questi è l´<a href="http://www.reggiadicaserta.altervista.org/anfiteatro_smcv.html">Anfiteatro</a>: il primo ad essere costruito e il secondo in grandezza dopo il Colosseo, al quale fece da modello. Questo teatro fu costruito nel I sec. a. C. durante l´impero di Augusto e usato come arena per i giochi cittadini, i quali includevano sia sfide tra i gladiatori che battaglie navali (in occasione delle quali l´arena veniva riempita di acqua). Poco distante dall´anfiteatro c´era la scuola dei gladiatori, presso la quale si allenava lo stesso <a href="http://www.homolaicus.com/storia/antica/roma/spartaco.htm">Spartaco</a>, leader di una rivolta contro l´esercito romano. </p>
<p>Altro luogo da non perdere è il <a href="http://www.incampania.com/beniculturali.cfm?Menu_ID=200&#038;Sub_ID=201&#038;Info_ID=4369">Mitreo</a> (I sec. a. C.), un tempio dedicato al culto del dio Mitra. Il tempio è situato nei sotterranei di un´abitazione private; ciò significa che bisogna chiedere al proprietario per visitarlo. Ma niente paura, è una persona molto gentile e che può darvi molte informazioni. Dopotutto, si tratta pur sempre di casa sua...</p>
<p>Questi sono solo i due monumenti principali di Santa Maria Capua Vetere. L´intera città è disseminate di reliquie del suo passato “opulento”, che si possono vedere camminando semplicemente per strada. Avendo a disposizione uno spazio limitato, e non potendo quindi descriverle tutte, vi invite caldamente a recarvi di persona sul posto e a toccare con mano i tesori nascosti di una terra ( non sempre a ragione) fin troppo bistrattata. </p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lexiophiles.com/english/the-second-rome-–-fortunes-and-misfortunes-of-a-forgotten-city">[English]</a></p>
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		<title>Il passato misterioso delle parole</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 09:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[etymology]]></category>
		<category><![CDATA[Words]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono parole che sentiamo tutti i giorni. Ad esempio, se vi capita di trovarvi in Italia – circondati dalle colline toscane e dalla lingua di Dante – sentirete spesso le persone rivolgersi le une alle altro con parole quali "ragazzo" o "idiota". Siamo talmente abituati a sentire queste parole che non ci chiediamo mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono parole che sentiamo tutti i giorni. Ad esempio, se vi capita di trovarvi in Italia – circondati dalle colline toscane e dalla lingua di Dante – sentirete spesso le persone rivolgersi le une alle altro con parole quali "ragazzo" o "idiota". Siamo talmente abituati a sentire queste parole che non ci chiediamo mai da dove vengano: ci sono e le usiamo, punto. Tuttavia, se dedicassimo loro un po' del nostro tempo, esse potrebbero rivelarci non poche sorprese. Questo è quello che è successo a me quando – un po' per curiosità e un po' per noia – mi sono chiesta da dove venissero le due parole appena menzionate.</p>
<p><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/09/jungbig.jpg" alt="" align="right" /><br />
Come si può leggere <a href="http://faustoraso.ilcannocchiale.it/2007/09/12/dal_privato_allidiota.html">qui</a>, la parola "idiota" deriva dal greco antico ἰδιώτης (idiotes), che significa "privato cittadino, cittadino comune senza cariche pubbliche"; è stato solo un migliaio di anni più tardi che questa parola ha cominciato a venire usata per indicare prima una "persona rozza e ignorante" e poi un "idiota".<br />
Per quanto riguarda la parola "ragazzo", il dibattito sulle sue origini è ancora infuocato. Tuttavia, la maggior parte degli esperti sostiene che essa derivi dalla parola araba raqqa sò, usata per indicare un "ragazzo che consegna un messaggio", tuttora presente nei dialetti del Magreb col significato di "postino". Molto probabilmente, questa parola araba è arrivata in Italia passando per la Sicilia nel XIV secolo. Un'altra parola molto utilizzata di derivazione araba è <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assassino">"assassino"</a>; essa deriva da Ḥashshāshīn (persona chef a uso di hashish), parola usata per indicare i membri di una setta ismaelitica mediorientale del VIII secolo. Gli assassini erano conosciuti per la loro abitudine di fumare ingenti quantità di hashish prima di uccidere le loro vittime; per questo motivo al giorno d'oggi la parola viene utilizzata per indicare qualcuno che abbia commesso un omicidio volontario. </p>
<p>Per concludere questo breve elenco di parole dall'etimologia curiosa, qualche breve cenno sulla parola "pupilla". Pupilla è il diminutivo del diminutivo ("pupula") del latino <a href="http://archiviostorico.corriere.it/1992/luglio/31/strana_avventura_della_pupilla_co_0_9207315567.shtml">"pupa"</a> (bambola). <img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/09/pupillebig.jpg" alt="" align="left" />A questo punto la domanda sorge spontanea: "dov'è il nesso tra la bambola e l'apertura di forma circolare situata al centro dell'iride?" La risposta è che la nostra immagine che vediamo riflessa nell'occhio della persona che abbiamo di fronte è di dimensioni piccole rispetto al resto del corpo di costui o costei.<br />
Ecco perché ai romani è venuta l'idea della pupilla.<br />
Interessante, no? Questi sono soltanto alcuni esempi di quanto affascinanti possano essere le parole, ma sono sicura che ogni parola abbia una storia da raccontarci. Tutto quello che dobbiamo fare è comprare un buon dizionario etimolgico.</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lexiophiles.com/english/words-with-a-mysterious-past">[English]</a></p>
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		<title>Sei mai stato a Llanfairpwllgwyn&#8230;?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 09:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
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		<category><![CDATA[strange names]]></category>
		<category><![CDATA[strange words]]></category>

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		<description><![CDATA[Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysilio-gogogoch è un paese che si trova in Galles. Il nome in gaelico significa "Chiesa di Santa Maria nella valle del nocciolo bianco vicino al laghetto dalle acque mosse della Chiesa di San Tysilio con la cava rossa" ed è il secondo toponimo più lungo del mondo. Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipu-kakapikimaungahoronukupokaiwhenuakitanatahu è invece una collina che si trova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/09/Llanfairpsign11big.bmp" alt="" align="left" /><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch">Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysilio-gogogoch</a> è un paese che si trova in Galles. Il nome in gaelico significa "Chiesa di Santa Maria nella valle del nocciolo bianco vicino al laghetto dalle acque mosse della Chiesa di San Tysilio con la cava rossa" ed è il secondo toponimo più lungo del mondo.<br />
Taumatawhakatangihangakoauauotamateaturipu-kakapikimaungahoronukupokaiwhenuakitanatahu è invece una collina che si trova sulla North Island in Nuova Zelanda. Il nome significa "la cima dove Tamatea, l'uomo dalle grandi ginocchia, l'arrampicatore di montagne, il conquistatore di terre che viaggiò molto, suonò il flauto per la sua amata" ed è attualmente il toponimo più lungo del mondo.<br />
In terza posizione troviamo Chargoggagoggmanchauggagoggchaubunagungamaugg, che è un lago in Massachusetts, negli Stati Uniti, il cui nome vuol dire "Zona di pesca di confine – Territorio neutrale" nella lingua Nipmuc (una lingua della famiglia delle lingue algonchine (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_algonchine">http://it.wikipedia.org/wiki/Lingue_algonchine</a>) parlata dalla popolazione Nipmuc.<br />
Viaggiando attorno al mondo (o semplicemente navigando in internet durante la pausa pranzo) è possibile trovare altri toponimi altrettanto strani (ma più corti).</p>
<p>Questi sono i miei preferiti:<br />
<img style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px;" src="http://www.lexiophiles.com/wp-content/uploads/2011/09/batcavebig.bmp" alt="" align="right" /><br />
Bat Cave, North Carolina U.S.A.<br />
Whynot, North Carolina U.S.A.<br />
Yum Yum, Tennessee U.S.A.<br />
Hot Coffee, Mississippi U.S.A.<br />
Mosquitoville, Vermont U.S.A.<br />
Dead Women Crossing, Oklahoma U.S.A.<br />
Boring, Vejle, Danimarca<br />
Sesso, (RE) Italia<br />
Buonanotte, (CH) Italia<br />
Kissing, Baviera, Germania<br />
Dead Chinaman, Papua Nuova Guinea </p>
<p>Pensando che anche l'etimologia di questi nomi dovesse essere senza dubbio interessante, ho cercato informazioni su Wikipedia e le mie aspettative non sono state affatto deluse.<br />
Ad esempio, per quanto riguarda il nome Whynot, secondo Wikipedia gli abitanti un giorno discutevano su come chiamare la neonata comunità facendo interventi quali «Why not calling it X?», «Why not calling it Y?» [Perché non lo chiamiamo X?] e qualcuno scocciato alla fine domandò: «non possiamo semplicemente chiamarlo Whynot e andare a casa?».<br />
Una cosa simile sembra essere capitata a Yum Yum, chiamato così perché qualcuno alla fine sbottò: «Chiamiamolo Yum Yum e non se ne parla più. Di sicuro sarà impossibile confonderlo con qualcun altro».<br />
Sono sicura che questa è solo la punta dell'iceberg e che il mondo sia pieno di posti dai nomi strani con etimoligie curiose. Tu ne conosci altri?</p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.lexiophiles.com/english/have-you-ever-been-to-llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch">[English]</a></p>
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