Made in Italy: tre parole, una garanzia

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“Made in Italy”, tre parole che rappresentano un ricco insieme di una delle migliori cucine al mondo, dei migliori vini, della migliore manifattura tessile, dei più lussuosi marchi automobilistici e di una lunghissima serie di opere d’arte di ogni epoca.
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Considerata la ridotta estensione territoriale, è sorprendente che l’Italia riesca a stare al passo con le aspettative della domanda globale di prodotti “made in Italy”. Sebbene badare alla qualità a volte può significare rinunciare alla quantità, gli Italiani si dimostrano comunque abili nel bilanciare il rapporto tra i due fattori, garantendo grandi volumi di produzione lasciando gli standard di qualità in alterati.

È frequente da parte dei non italiani, associare il marchio alla buona cucina, soprattutto pasta, mozzarella e pizza. Un patrimonio di cui gli Italiani vanno gelosi.

L’icona del made in Italy è stata più volte messa a dura prova da marchi tipicamente correlati all’industria alimentare italiana, ma che al tempo etichettavano cibo prodotto con ingredienti di origine estera, come “prodotto in Italia”. Il risultato, uno scandalo che ha allarmato i consumatori non appena i media hanno diffuso la notizia. Ciò ha trasformato il comportamento dei consumatori rendendoli più attenti nel momento dell’acquisto. Per tale motivo è diventata buona norma per gli “aficionados” del cibo italiano, esaminare le etichette del cibo italiano nel momento dell’acquisto. Ciò vale in particolar modo per gli Italiani.

Al di là delle crisi affrontate dal “made in Italy” negli anni e i vari tentativi di contraffazione ed uso improprio – il marchio resta tra i più forti su scala mondiale, costituendo motivo di orgoglio del popolo Italiano.

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