Che lingua si parla in Italia? Siete sicuri che si parli l’italiano? Parte 1

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Quando si dice italiano, molti stranieri sono pronti a pronunciare parole con suoni, vocali aperte e a muovere le mani. Quello che pochi capiscono è che la penisola italica è sempre stata al centro delle invasioni e nel contesto linguistico e storico rappresenta un brodo, una minestra dove molte lingue si sono mescolate ed evolute assieme.

Nella storia, la lingua italiana è sinonimo di lingua volgare. Infatti, ciò che si può considerare la primissima trascrizione di latino volgare (proto-italiano) si trovano negli affreschi di Pompei e sulle lapidi funerarie del III sec. d.C., questo è il primo passo per la creazione di quella che oggi la quinta lingua più studiata al mondo secondo l’Unione Europea.

È inutile ricordare tutte le popolazioni che si sono susseguite su quello che oggi è territorio italiano. Ma a grandi linee, le si può riassumere così: Etruschi, Fenici, Cartaginesi, Greci, Romani, Goti, Bizantini, Longobardi, Franchi, Arabi, Vichinghi, Austriaci, Spagnoli, per passare alla fine sotto la dominazione di casa Savoia.

Quindi la parola “italiano”, rappresenta un vero e proprio mosaico di espressioni e radici che affondano nella storia.

E qui, vi voglio fare una domanda, quali lingue si parlano in Italia oggi?

È importante dire che queste lingue sono per lo più in stato di abbandono da parte delle nuove generazioni, per cui per ragioni linguistiche le chiameremo dialetti. Proverò a dividerveli in fasce regionali.

I dialetti che sono ancora diffusi sul territorio italiano sono: il franco-provenzale, diffuso nell’arco alpino nord-occidentale, per lo più in Valle d’Aosta, in Piemonte e vallate francesi e svizzere. L’occitano, che è parlato nel Piemonte occidentale e nell’Occitania francese. Il tirolese è lingua di origine germanica, parlata nella regione del Trenino Alto Adige conosciuta anche come Südtirol. Il ladino- friulano e lo sloveno, sono diffuse nel nord-est della penisola ai confini con la Slovenia e presentano notevoli influenze delle lingue del gruppo slavo. La lingua veneta, che è un gruppo assestante; nota per la sua complessità e il suo eccezionale utilizzo in tutta la regione del Veneto e nell’area di Trieste. Il galloitalico, è il gruppo che raccoglie, a grandi linee, le aree di dell’Emilia-Romagna, Liguria e della Lombardia. Qui si raggruppano le lingue che hanno subito una forte influenza celtica e barbara.

Il toscano, è noto per essere il “padre dell’italiano”, infatti, a partire dal dialetto latino volgare toscano Dante diede vita alla sua Divina Commedia, che venne poi adottata come primo testo epico in italiano. Il mediano, invece raggruppa sotto di sé i dialetti parlati nella fascia territoriale di Roma dal Mar Tirreno all’Adriatico, chiamato barbaramente romanesco.

Se volete saperne di più sulle lingue italiche ed arrivare in fondo allo stivale, non perdetevi il mio prossimo articolo! Con le lingue del sud d’Italia!


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