Il 17 marzo, non più un giorno qualunque.

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Italia

Questo paese dell’Europa meridionale raccoglie e riunisce i maggiori caratteri delle diverse nazionalità europee. Attraverso le invasioni che hanno caratterizzato il passato e durante i secoli la geografia genetica, culturale e linguistica è molto eterogenea.

Malgrado ciò, la Repubblica Italiana è oggi UN paese rinomato e pieno di vita.

Nella storia del “Bel Paese”, vi è un personaggio che è stato il padre dell’Italia: Giuseppe Garibaldi. Egli è conosciuto in Italia per la sua spedizione dei 1000.

La notte del 5 maggio 1860 salparono da Quarto (Genova) due navi con 1000 camicie rosse a bordo; inseguivano un sogno comune, quello di regno unico per tutte le popolazioni italiche che per centinaia di anni sono state divise e sopraffatte da dominazioni straniere.

L’arrivo in terra borbonica ebbe luogo l’11 maggio 1860, Marsala in Sicilia. I “Mille” sono tutti volontari: medici, avvocati, ingegneri, contadini, monarchici e repubblicani; tutti accomunati dalle idee di unità e di Italia. Qui le battaglie cominciano e il piccolo esercito trova il sostegno del popolo oppresso e conquista la Sicilia. Le lotte si susseguono e una volta attraversato lo Stretto di Messina.

Le popolazioni oppresse dai Borboni, che nel frattempo si sono ritirati, aderiscono alla conquista di Garibaldi. Nel frattempo il re, sapendo di Garibaldi, comincia la sua avanzata verso sud allargando i suoi domini e scontrandosi con lo Stato Pontificio, così ottenendo le province delle Marche e dell’Umbria; così che le regioni meridionali e settentrionali si potessero unire.

I due s’incontreranno sulle rive del fiume Volturno in Campania. Qui, il condottiero cederà i suoi possedimenti al re Vittorio Emanuele II. I possedimenti che appartenevano ai Borboni passarono definitivamente sotto i Savoia il 21 ottobre 1860 con un referendum.

Infine, il 17 marzo 1861 il parlamento nomina Vittorio Emanuele II di Savoia “re d’Italia, per grazia di Dio e volontà della nazione”. Ora e solo ora si può parlare di Italia unita, di popolo italiano come insieme e come nazione. Dieci anni più tardi, Roma è annessa al Regno e diventa capitale.

Sono passati quasi 152 anni da quel 17 marzo, che ha cambiato la storia dell’Europa. Ma le tendenze politiche dei nostri giorni, a volte, ci fanno credere che tutto sarebbe andato meglio (soprattutto economicamente) se l’unità non si fosse fatta, e l’esempio italiano si potrebbe allargare a quello europeo, dove la paura delle differenze spinge a essere meno tolleranti nei confronti di altre culture e usanze. Ecco perché sto cercando di far ricordare alla gente le idee che ci hanno portato avanti durante questi anni.

Finisco citando un proverbio: ”L’unione fa la forza”, in qualunque circostanza.

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