Le 6 espressioni panino

…quelle che vanno bene a qualsiasi ora & in qualsiasi occasione

Avete deciso di far colpo sui tedeschi, ma non parlate ancora… benissimo la loro lingua? Keine Panik – non c’è problema! – basta infilare nella conversazione alcune espressioni azzeccate e che fanno tanto “ma io il tedesco lo mastico come il Kaugummi” – e vedrete accendersi nei loro occhi una scintilla chiamata stima – Respekt, jawohl!

Ma fate sempre attenzione alla mimica, mi raccomando.

Allora: auf die Plätze, fertig, los! (Pronti, partenza, via!) 

1) Das kann doch nicht wahr sein!
ma dài! /ma non mi dire (alla lettera: ma non può essere vero!).

Attenzione: mentre lo dite spalancate bene gli occhi con un unico obiettivo – esprimere il massimo grado di stupore possibile.

  • Angela Merkel hat der italienischen Polizei zu dem tollen Einsatz gratuliert.
  • Das kann doch nicht wahr sein!

(Angela Merkel si è congratulata con la polizia italiana per il fantastico intervento. – Ma non mi dire!)

2) Was soll’s?
non me ne frega/importa niente; cosa sarà mai; (alla lettera: “cosa deve”).
Mentre pronunciate tale frase fate leggermente spallucce; il risultato sarà più convincente.

  • Was meinst du, soll ich mit dir oder mit Jens ausgehen?
  • Was soll’s, mach wie du meinst.
    (Che dici, esco con te o con Jens? – Per me è uguale, fa’ come ti pare).

E attenzione a non confonderla con…

3) Was soll das? 
perché cavolo/diamine lo fai?
Nel dirlo cercate di assumere un’espressione severa, possibilmente aggrottando la fronte. E sforzatevi di non ridere.
–  Du hast den Kuchen aufgegessen! Was soll das?
(Ti sei mangiato la torta intera! Perché cavolo lo hai fatto?)

4) Selber Schuld!
ben ti sta/te lo meriti/peggio per te! (Alla lettera: colpa tua!)

Schuld (“colpa”, ma significa anche “debito”, tutto un programma) è una parola che ricorre ossessivamente nella lingua tedesca, ed ha risvolti storico-antropologici interessanti. Da notare, infatti, che si parla di Schuld anche in riferimento all’Olocausto, considerato come “colpa suprema” del popolo teutonico.

Mimica consigliata: alzate leggermente il mento per darvi un tono – ripensate alla prima della classe che guardava con commiserazione quei poveracci che avevano preso un’insufficienza; insomma: siate vagamente odiosi.

  • Mensch! Ich habe den Regenschirm vergessen und jetzt bin ich ganz naß!
  • Selber Schuld.

(Cavolo! Mi sono dimenticato l’ombrello e ora sono tutto bagnato! – Ben ti sta.)

5) Was für ein Schweinkram!
che pasticcio/che schifo! (Alla lettera: che maialata!)

Altra ossessione tedesca: il maiale. E la scrofa non è da meno, pensate all’espressione saukalt (freddo… cane per noi; scrofa per loro).
Tale esclamazione rappresenta un ottimo sfogo per noi italiani dal temperamento a volte istrionico: fate una smorfia che vi renda turpi, magari tirando la testa leggermente indietro in segno di ribrezzo.

  • Deine Eier sind auf den Boden gefallen! Was für ein Schweinkram!

(Le uova ti sono cadute per terra! Che schifo!)

6) Alles Paletti
tutto bene/tutto a posto; (alla lettera: tutto Paletti)

Espressione di origine sconosciuta – per alcuni di derivazione ebraica, secondo altri introdotta negli anni ’60 con l’emigrazione italiana.

Attenzione perché qui abbiamo un doppio valore aggiunto: c’è una parola italiana di mezzo. E va pronunciata con l’accento italiano. Risultato: beh neanche a dirlo, successo assicurato. Avete capito bene: esagerate con la pronuncia di P-a-l-e-t-t-i, si deve sentire ogni singola lettera. Kapiert?

Wie geht’s Gertrude? – Alles P-a-le-t-t-i, danke.
(come stai Gertrude? – Tutto bene, grazie.)
Ecco, Paletti riesce a render sexy persino Gertrude.

Alla prossim@!
Barbara M.

Traduttrice, blogger e scrittrice, Barbara Miliacca vive da 20 anni in bilico tra Provenza, Umbria e Germania. Le sue passioni? Le lingue, la buona tavola e la scrittura. Il suo motto: mai prendersi (troppo) sul serio.

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