Ma perché vai a lavorare in un paese straniero?

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In questi ultimi anni molte persone hanno ricominciato a cercare opportunità di lavoro all’estero. Questo aspetto si reso necessario grazie alla crisi dei nostri tempi, ma com’è possibile che ciò che è accaduto ai nostri nonni più di 50 anni fa, si ripeta oggi con la stesse modalità e fenomeni?

Bene la risposta è semplice: l’estero offre più possibilità e meno tasse da pagare.

Proviamo a fare un parallelismo tra i due paesi con quali ho avuto più contatto: Italia e Germania.

In Italia, dopo anni di specializzazione in un settore attraverso l’università e corsi Master, le possibilità non sono molte. Infatti, per fare ciò nel quali si specializzati bisogna accettare il compromesso dell’instabilità: essere un ricercatore. Un ricercatore deve, infatti, accettare paghe molto basse e non ha possibilità di fare carriera nell’ambito nel quale  specializzato. Anche lavorare nelle imprese, non è possibile: la recessione di questi anni e i governi politici che si sono succeduti hanno lasciato una situazione a dir poco da dopo guerra.

In particolare la gestione delle politiche economiche dall’adesione all’euro. Infatti, il governo Berlusconi, con Tremonti al Ministro dell’Economia, non  riuscito a controllare i tassi d’inflazione che ha fatto aumentare i costi di circa il doppio in ogni settore e comparto. Un caffè al bar costava prima 1000 lire, ora costa 1 euro (1936,27 lire). Questo fenomeno si  ripercosso su tutti i settori, in particolare su uno dei pilastri fondamentali dell’economia: la piccola e media impresa. Le tasse in questo settore sono aumentare a tal misura che ormai il normale svolgimento di pagamenti non più la norma. Le aziende non riescono più a espandersi pagando le tasse, quindi decidono di non pagarle e fare del lavoro in nero per avere ricavi più alti. Non assumono più operai o lavoratori qualificati, ma si affidano a quelli che “conoscono il mestiere”. Come funziona invece in Germania?

I controlli da parte del governo qui sono stati migliori; e lo capisce anche facendo la spesa al super mercato: i prezzi sono molto più abbordabili e tra le persone che ci lavorano ci sono anche dei giovani. Le imprese sono nuove e utilizzano mezzi innovativi e personale competente per il loro sviluppo, cosa che fanno anche utilizzando molto internet, la grande innovazione dei nostri giorni.

In altre parole chi viene all’estero a lavorare, può crescere, guadagnare ad avere l’occasione di vedere aspetti e politiche che potrebbero dare idee per un futuro migliore; anche in una prospettiva di ritorno in patria. Rimane solo da vedere cosa succede a casa, e valutare la migliore scelta da fare.

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