A Carnevale … tirare arance vale!

Siamo ormai al 6 febbraio, bablarians! E’ passato un mese esatto dall’Epifania, manca quasi una settimana a San Valentino e noi italiani, siccome non riusciamo a concentrarci su una sola festa alla volta, stiamo già allestendo le vetrine con costumi di Carnevale, stelle filanti e maschere in vista delle varie celebrazioni che si tengono solitamente dalla seconda/terza settimana di febbraio fino ai primi di marzo.

Tradizione che data ai tempi dell’Impero Romano, il Carnevale è una delle feste più sentite in Italia, e come tale si celebra ogni anno nei modi più spettacolari. Anche nel mondo esisteranno sicuramente molte maniere di festeggiare il Carnevale, alcune più stravanti e divertenti di altre, ma credo che l’Italia da questo punto di vista abbia superato se stessa grazie ad una delle manifestazioni più antiche e famose del Piemonte: Il Carnevale d’Ivrea.

Ad Ivrea, nota cittadina piemontese, ogni anno a partire dal 1808, si tiene una manifestazione carnevalesca sulla base delle antiche feste rionali organizzate in città. Dati chiari riferimenti della manifestazione all’esercito napoleonico e alle rivolte popolari che si tennero in quell’area in epoca medievale, la sua denominazione ufficiale è quella di “Storico Carnevale di Ivrea”.

La celebrazione coinvolge l’intera città, ma anche le altre regioni e diversi paesi europei, in quanto ogni anno diverse bande musicali suonano alle feste e ai cortei in onore del Carnevale. Non mancano quindi elementi innovativi, ma la tradizione rimane ben ancorata a due fondamentali elementi: la sfilata del corteo storico e la battaglia delle arance.

Leggenda narra che, il giorno delle sue nozze, Violetta, figlia di un mugnaio di Ivrea, venne trascinata nel “Castellazzo” dal perfido tiranno. Secondo la tradizione la figlia di ogni servo della gleba doveva passare la prima notte di nozze con il proprio signore feudale. La coraggiosa Violetta, però, riuscì a far ubriacare il tiranno per poi tagliargli la testa, dando così inizio a una sommossa popolare e all’abbattimento del maniero del tiranno.

La particolarità del corteo, durante il quale sfilano sopra carri finemente decorati o a cavallo, figure storiche rappresentative della città di Ivrea (tra le quali anche Violetta, eroina della città) è la partecipazione dei giovanissimi Abbà, che portano una sciabola sulla quale è infilzata un’arancia, simbolo della testa mozzata del tiranno.

Ma la tradizione più controversa e più famosa del carnevale di Ivrea è sicuramente quella della battaglia delle arance, che nacque nel XX secolo, quando si formarono le prime squadre di aranceri e si allestirono i primi carri di getto. La battaglia simboleggia la lotta del popolo contro la nobiltà: i carri rappresentano i manipoli di sgherri al servizio del tiranno e le squadre a piedi le bande di popolani in rivolta. La battaglia si tiene in una piazza, nella quale le squadre a piedi devono tentare di sconfiggere i propri nemici sui carri tirando loro arance. Una giuria valuterà le capacità di ogni squadra e infine eleggerà un vincitore.

Nonostante sia spesso oggetto di polemiche, non solo per la quantità di arance sprecate ma anche per l’alto numero di feriti che provoca ogni anno, la battaglia è uno degli eventi italiani che accoglie visitatori provenienti da tutto il mondo.

Siete curiosi e volete saperne di più? Visitate il sito: http://www.storicocarnevaleivrea.it/

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