Come la cultura influenza il comportamento umano

Essendo all’estero è facile notate alcune differenze con tutte le culture con cui mi trovo a contatto, sia al lavoro che con gli amici.

Tuttavia anche prima di partire mi è sempre interessato vedere come le persone appartenenti ad una certa cultura interagiscano tra di loro e con gli stranieri. E’ incredibile quanto il sole/bel tempo/caldo abbia una consistente influenza sul comportamento delle persone e sul loro atteggiamento verso la vita. Ad esempio il tasso di suicidi (so che è una cosa triste ma è vero) è molto più alto in paesi nordici (alcuni ritengono sia dovuto al persistente brutto tempo e al freddo) ed in paesi con culture tradizionaliste e inflessibili, rispetto ai paesi del sud.

Comunque a parte il tempo, è anche la cultura cui si appartiene che fa la differenza nell’interazione con gli altri. Un chiaro esempio è il momento in cui si conoscono nuove persone: si può ben dire che il proprio carattere faccia la parte del leone in questa situazione, tuttavia anche la propria cultura riveste un ruolo di una certa importanza. Si pensi ad un norvegese ad una festa ad esempio: è improbabile che si avvicini per chiedere semplicemente “ciao, come va” – a meno che non sia brillo/a! 😉 -. Al contrario uno spagnolo ti inviterebbe a far parte del gruppo probabilmente.

Sebbene questa non sia una regola assoluta, ma vera in linea di massima, soprattutto quando si pensa al paragone tra un nord europeo e un mediterraneo. Il primo sarà con molta probabilità più timido nell’approccio, e gli servirà più tempo per essere in confidenza con qualcuno rispetto al secondo. Oppure si pensi alla differenza tra africani e giapponesi. E’ piuttosto impressionante!
Un altro aspetto che va preso in considerazione è la comunicazione non verbale. A seconda della cultura cui si appartiene, i gesti, la distanza fisica dalle altre persone, ed il contatto fisico possono variare ampiamente.

Ad esempio in India il contatto fisico (come quando si cammina per strada al fianco di una persona) con degli sconosciuti è del tutto normale. Per noi europei invece sarebbe fastidioso – o quantomeno curioso- che uno sconosciuto cammini al proprio fianco, con una vicinanza che “concediamo” solo ai familiari o amici. Lo stesso si può dire dello spazio libero che poniamo tra noi ed uno sconosciuto. Nell’antica Cina non era permesso avvicinarsi all’imperatore (lo “spazio libero” era di almeno un paio di metri), e neppure guardarlo negli occhi.

Ed infine i gesti: quanti gesti usa un italiano e quanti invece un finlandese?!:D

Qual è la cultura che più ti affascina e quale aspetto della comunicazione non verbale ti ha più colpito? Come ti comporti ad una festa in cui non conosci nessuno?

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