Di che cosa parliamo quando parliamo di caffè

Da quando mi sono trasferita in Germania ho iniziato a bere il caffè lungo. Esatto, quello che si beve nella tazzona, quello dei film americani, quello che in Italia si chiama (appunto) caffè americano. Primo, perché qui lo bevono tutti, ed è importante adattarsi alle usanze locali. Secondo, perché prima di dire che è cattivo bisogna provarlo – a me è piaciuto, tra l’altro, e non me ne vergogno. Terzo, perché gli italiani che vanno in giro per il mondo a lagnarsi del caffè hanno veramente rotto le palle. Amici italiani, bevete il caffè che più vi piace, e lasciate in pace gli stranieri. Smettete di dire loro che bevono acqua sporca, smettete di annoiare tutti con la storia che il vero caffè è solo quello italiano. Se proprio volete difendere l’orgoglio nazionale a tutti i costi, portatevi il pacco di caffè in valigia, portatevi la moka da casa di mammà e poi fatevi anche la schiumina con il metodo della nonna (NB: questo video è oro. Qualità Oro™ oserei dire).

intext 1

Scherzi a parte (perché già sento il mormorare della polemica che monta quando si toccano le glorie nazionali), l’unico modo per bere un buon caffè espresso all’estero è imparare a chiederlo come si deve. Caffè non vuol dire la stessa cosa ovunque: per noi caffè è un espresso, per un tedesco Kaffee è automaticamente un caffè lungo in tazza grande, così come per un inglese. In Francia il discorso è diverso ancora: avrete un caffè in tazza piccola, ma lungo; per avere un espresso dovrete ordinare un expresso, o un café serré. Anche in Spagna, se volete l’espresso, dovete ordinare un café expreso, non semplicemente un caffè. E attenzione, perché un café cortado (letteralmente: tagliato) non è un ristretto, ma un macchiato freddo. Nel dubbio, ovunque vi troviate, chiedete un espresso (pronunciandolo come meglio vi viene). Non garantisco sulla qualità, ma se sapete come ordinare quello che volete, avrete meno probabilità di essere delusi.

Comunque state tranquilli, non sono solo gli italiani all’estero a sentire la mancanza del loro caffè. Riuscite ad immaginare lo sgomento degli stranieri che, abituati a una tazzona da sorseggiare lentamente, quando ordinano un caffè in Italia si vedono arrivare la nostra tazzina, piena neanche fino a metà? Soffrono. Soffrono quanto voi a casa loro, credetemi.

Ma non occorre andare all’estero per ritrovarsi in situazioni tragicomiche: i malintesi riguardo al caffè sono numerosi e ben documentati anche in Italia: a Trieste (la città del caffè Illy, hai detto niente) se volete un caffè espresso dovete ordinare non un caffè, ma un nero. A Trieste, inoltre, se chiedete un cappuccino vi porteranno quello che il resto d’Italia conosce come un caffè macchiato. Se volete il cappuccino-cappuccino (nel senso in cui è inteso nel resto d’Italia), dovete specificare dicendo cappuccino in tazza grande. E via così.

it intext 2

Insomma, la vita è dura per i puristi del caffè, che arrivati a questo punto della lettura dovrebbero ormai aver capito che tutto è relativo, anche il caffè.

E ora scusate ma ho la moka di mammà sul fuoco e devo scappare. Ops. L’ho detto.

 

banner_it

[English]

You might also like: