Hit-parade delle parole straniere nella lingua italiana

[English]

“La hit-parade delle preferenze”, “essere giunti al top”, “viaggiare in business class”: Le frasi appena riportate, tratte dalla stampa quotidiana, testimoniano la progressiva invasione della lingua italiana da parte di un elevato numero di vocaboli provenienti da lingue straniere, specialmente inglese e francese.

Alcuni di questi termini sono assai diffusi e ormai comunemente accettati (design, management, film, happy hour, baby sitter, weekend, ecc…), altri vanno invece a costituire una gran varietà di neologismi, soprattutto riferiti al linguaggio dell’informatica e dell’economia (marketing, HR, business administration, ecc…). Sempre più diffusa è la tendenza a tradurre le parole straniere in maniera goffa, orecchiando l’originale. Ne risultano termini che non esistono né in una lingua né nell’altra, ma che a forza di essere utilizzati acquistano credibilità e si fa fatica a distinguerli dalla lingua italiana propriamente intesa. Alcuni esempi sono costituiti dai seguenti termini:

proattivo, dall’inglese proactive, impropriamente usato nel senso di “propositivo”
promozionare, nonostante in italiano esista il verbo “promuovere”
confidenzialità, che in italiano non esiste, ma che è diventato sinonimo di “riservatezza” dall’inglese confidential
educazione, impropriamente usato nel senso di “formazione”, dall’inglese education
domestico, sempre più usato nel senso di “nazionale”
compagnia, quando “azienda” o “impresa” vanno benissimo

In Italiano più che adattare parole straniere alle nostre strutture grammaticali però, vengono a crearsi dei nuovi modi di dire contenenti parole straniere e si adatta la pronuncia, nascono così creazioni linguistiche originali e parole che nessuno, una volta adattate alla lingua italiana, potrebbe più riconoscere!

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