“Il pensiero è la mia forma di combattimento”: La vita e il pensiero di Virginia Woolf in mostra alla National Portrait Gallery

“There is no gate, no lock, no bolt that you can set upon the freedom of my mind.” (V.W.)

“Non c’è cancello, non c’è catenaccio che possa rinchiudere la libertà della mia mente” (V.W.)

La National Portrait Gallery (Londra) ospita una mostra su Virginia Woolf (1882-1941) intitolata “Virginia Woolf: Art, Life and Vision”. A cura di Frances Spalding, storica dell’arte, critica e biografa britannica, la mostra espone in ordine cronologico ritratti, fotografie, manoscritti e oggetti appartenuti alla Woolf.

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Sul sito della mostra, è possibile fruire di un audioguida che spiega le 6 parti in cui è strutturata:

  1. Prologo: si propone di presentare Virginia Woolf ad un pubblico non accademico, non solo nella chiave di lettura della vulnerabilità della sua salute mentale, ma anche in relazione al periodo storico in cui viveva, ossia la seconda guerra mondiale, con la conseguente esposizione al pericolo e ai bombardamenti.
  2. “Chi ero io allora?”: viene delineata la sua educazione intellettuale e l’ambiente familiare della sua infanzia.

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  1. Sperimentazione e riforma: racconta il fervido periodo in cui Virginia e sua sorella Vanessa si trasferirono a Bloomsbury dopo la morte del loro padre nel 1904. Anche i loro fratelli Thoby e Adrian vivevano là, e la casa prosperava di intellettuali e artisti che tramite le loro sperimentazioni e riforme avrebbero guidato l’Inghilterra verso l’arte moderna.
  2. “La pittura e la scrittura hanno molto in comune”: con il trasferimento a Richmond e la fondazione della Hogarth Press nel 1917, i Woolf si proponevano di pubblicare libri che altri editori non avrebbero pubblicato.
  3. Vagando per le strade e scrivendo romanzi: i Woolf ritornarono a Bloomsbury, assecondando il desiderio di Virginia di far parte della vita della capitale, al centro della Modernità. Durante questo periodo, la Woolf scrisse I suoi romanzi più sperimentali, oltre a “Una stanza tutta per sé” (1929), il saggio in cui analizza la situazione sociale delle donne.
  4. “Il pensiero è la mia forma di combattimento”: dato il periodo storico, i suoi lavori diventano più politici. Mostrava particolare interesse verso la guerra civile spagnola.

Se dovessi scegliere i 3 oggetti della mostra più affascinanti, questi sarebbero:

  • La lista nera scritta da Hitler con i nomi degli intellettuali da deportare in caso il Regno Unito fosse conquistato: sono presenti i nomi di Virginia e Leonard Woolf.
  • Il bastone da passeggio di Virginia: era solita portarlo con lei ogni volta che andava a fare una passeggiata. Il giorno che si suicidò, Leonard capì il modo in cui si uccise ben prima che il suo corpo fu ritrovato nel fiume Ouse poiché aveva lasciato il suo bastone sulla sponda del fiume.
  • Ogni appassionato/a di Virginia Woolf verserà una lacrima di fronte all’ ultima lettera che scrisse a suo marito Leonard prima di suicidarsi.

La mostra terminerà il 26 ottobre, quindi affrettatevi se non l’avete ancora visitata. Aspetto la vostra lista dei 3 oggetti preferiti nei commenti qui sotto!

[Inglese]

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