Impara l’italiano con Vasco Brondi

Uno dei più noti (e utili) consigli che riceviamo quando studiamo una lingua straniera è di ascoltare musica in quella particolare lingua, per imparare nuove parole ed espressioni, ma anche per conoscere la cultura del paese al di là degli stereotipi. Così ho pensato a chi studia l’italiano, la lingua con la cultura più densamente popolata di stereotipi, e mi sono chiesto: qual è la musica italiana conosciuta nel mondo?

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Ho chiesto ai miei amici stranieri di cantarmi la prima canzone italiana che riescono a ricordare, ed ecco cosa ne è venuto fuori: “Ah, Italia…Volaaaree….ooo”, oppure O’ sole mio, oppure una canzone a caso di Laura Pausini o di Tiziano Ferro (e qui ho chiuso il discorso per non suicidarmi). I miei amici più raffinati mi hanno risposto citando Fabrizio de André e Lucio Dalla. I più raffinati ancora (e spesso francofoni), Paolo Conte e Gianmaria Testa. Con mia grande sorpresa, qualcuno mi ha risposto Bella ciao, che sembra essere conosciuta da molti anche al di fuori dei nostri confini, specie negli ambienti più politicizzati.

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Nessuno, tuttavia, sembra conoscere la musica italiana più attuale. Perché? Perché siamo ancora vittima dello stereotipo del bel canto? Eppure i nuovi artisti non mancano! Perché non far conoscere qualcuna di queste novità all’estero, in modo che gli stranieri possano sfruttarle per imparare l’italiano?

Prendiamo ad esempio il nuovo cantautorato italiano: Brunori, I Cani, Calcutta, Dente, Le luci della Centrale Elettrica. Prendiamo in particolare quest’ultimo, un progetto nato nel 2007 dal ferrarese Vasco Brondi, la cui popolarità è legata soprattutto ai suoi testi complessi, densi di riferimenti culturali, una fonte inesauribile di lessico! In poche righe troviamo termini tecnici, espressioni idiomatiche, citazioni, una miniera d’oro per chi studia lingue!

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Ecco un esempio (tratto da Per respingerti in mare):

E il motore eterno del nostro furgone
Le ombre rosse, il tono della tua voce
Che era per rischiarare sulle puttane in viale Europa
Ricominciava a nevicare su questo schifo di amore
Era per respingerti in mare

Oppure questo (tratto da Produzione seriale di cieli stellati):

E ridere a dirotto, distributori di sigarette fosforescenti, sulle sedie elettriche le lacrime per inquinare, le piccole e medie imprese appalti e subappalti, sulle tue lune storte i cadaveri degli astronauti e i cani avvelenati produzioni seriali di cieli stellati.

Oppure ecco un esempio di testo de I cani, Aurora, tratto dall’ultimo album:

Tuffati nei cavi dell’Atlantico Veloce come luce Poi lanciati nel vuoto Abbraccia il tuo satellite per un istante solo Nel cielo tra le stelle ma poi scendi per raggiungerla

Peccato che questi testi, dopo una prima lettura, finiscano per rivelarsi senza senso, al punto che nel tempo sono nati numerose pagine satiriche (ad esempio su nonciclopedia) e generatori automatici di frasi di Vasco Brondi o dei Cani che sfottono i loro testi contorti, intellettualoidi e ripetitivi (generatore automatico di frasi di Vasco Brondi: http://www.inventati.org/disagio/vasco/index.php; generatore automatico di frasi de I Cani: http://libernazione.it/generatore-automatico-di-testi-di-canzoni-dei-cani/).

Ma per uno straniero che studia italiano, superata la comprensibile perplessità iniziale, i testi dell’indie italiano rimangono comunque una grande fonte di lessico (e comicità involontaria). Per un linguista poi, il nuovo cantautorato italiano sarebbe un soggetto di studio esemplare: si tratta forse dell’unico caso in cui la traduzione fatta da Google Translate avrebbe tanto senso quanto l’originale.

Per concludere, non credo di avere la risposta al mio quesito iniziale sul perché la musica italiana nota all’estero sia solo quella del passato. Credo però che se potessi scegliere tra lo stereotipo dell’Italia-Modugno e Vasco Brondi, a pensarci bene sceglierei comunque Modugno. E forse anche voi.

 

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