Marinai, profeti e balene

A tre anni di distanza da Da solo, il 16 aprile scorso è uscito l’ultimo album del cantautore italiano Vinicio Capossela, dal titolo Marinai, profeti e balene.

Si tratta di un album a tema, definito «oceanico» dal suo stesso autore. Il tema comune alle diciannove tracce è il mare, assieme a tutti gli animali, le persone e le creature mitologiche che lo popolano. Oltre al mare, un altro tema importante è il viaggio: il viaggio in mare aperto inteso come allegoria del viaggio che ogni persona compie dentro di sé per conoscersi, proprio come nei romanzi di Conrad e Melville, ai quali Capossela dedica più di un brano.

Ai temi del mare e del viaggio sono inoltre legati altri temi, quali l’attesa, il ritorno, la debolezza dell’uomo e l’indecisione, che prendono vita attraverso le storie di una grande varietà di personaggi, che vanno da Lord Jim a Calipso e da Tiresia…a un polpo innamorato.

Nella sua esplorazione di mondi più oscuri e profondi, Capossela abbandona i ritmi veloci e incalzanti dei suoi lavori precedenti, per partire alla scoperta di ritmi e sonorità inesplorate, cosa che determina una notevole distanza stilistica dagli album precedenti. Numerosi sono stati i contributi esterni utili alla creazione di queste atmosfere abissali, come ad esempio il Coro degli Apocrifi e gli Actores Alidos per i cori de Il grande leviatano, le sorelle Marinetti in Pryntyl e il suonatore di lira cretese Psarantonis in Aedo.

Non è esagerato paragonare Marinai, profeti e balene a un forziere adagiato sul fondo dell’oceano che aspetta di essere aperto per rivelare i suoi tesori, come ad esempio questo singolare brano con una sirena che canta in “sirenese”, che gli amanti delle lingue apprezzeranno di sicuro:

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