Pensare in un’altra lingua

È risaputo che per parlare una lingua straniera con una competenza simile a quella di un madrelingua si deve pensare nella lingua straniera. Cosa significa realmente “pensare in una lingua straniera”? Nel campo di studi della Linguistica acquisizionale, questo concetto è definito Second Language Processing.

Che cosa è il Second Language Processing

In Linguistica acquisizionale si distingue tra rappresentazioni linguistiche e language processing. Le rappresentazioni linguistiche sono gli aspetti di una lingua che un parlante conosce in maniera esplicita, mentre language processing si riferisce ai processi mentali coinvolti mentre si leggono o si ascoltano parole e frasi (Marinis 2003: 144).

Perché è importante

La ricerca su come i bilingui pensano nella loro seconda lingua è interessante in quanto la lingua madre (L1) e la seconda lingua (L2) sono attive simultaneamente mentre si legge, si ascolta e si parla (Linck et al. 2009: 1507). Ciò significa che i bilingui devono inibire la lingua che non usano. Questa è una delle cause dei famosi vantaggi cognitivi dei bilingui nelle funzioni esecutive.

(Notate come stia adottando una definizione ampia di bilinguismo che include ogni parlante che usa più di una lingua nella sua vita quotidiana, con diversi gradi di competenza).

Come viene studiato

I ricercatori utilizzano tecniche online per studiare il second language processing. Online significa che questi esperimenti cercano di cogliere come le rappresentazioni linguistiche vengano costruite in tempo reale durante la comprensione e la produzione linguistica (Clahsen et al. 2010: 22). Esempi di queste tecniche sono gli esperimenti self-paced, di priming e di monitoraggio oculare per quanto riguarda gli studi psicolinguistici; ERP, PET e fMRI per gli studi neurolinguistici. L’aspetto chiave di queste tecniche è che raccolgono informazioni mentre la lingua viene analizzata in tempo reale, al contrario degli studi comportamentali che raccolgono dati sui giudizi o sulle riflessioni sulla lingua, permettendo quindi alle conoscenze metalinguistiche ed esplicite di interferire con i risultati.

Cosa conosciamo finora riguardo il Second Language Processing

Vi sono molte teorie riguardo le differenze tra processing nella L1 e nella L2. Senza scendere troppo nei dettagli tecnici, il grado di divergenza tra il modo in cui pensi nella tua L1 e nella tua L2 varia a seconda di una gamma di fattori che includono: l’età dell’acquisizione della L2, la competenza nella L2 e il livello di esposizione alla lingua (Perani e Abutalebi 2005). Le differenze esistenti sono quindi dovute al maggiore bisogno di risorse, come la memoria di lavoro e la velocità, che portano a un processing più lento e meno automatizzato. Tuttavia, un’altra linea di ricerca sostiene che il processing della L1 e della L2 sia essenzialmente diverso e che il processing della L2 faccia affidamento in maniera maggiore sulle informazioni semantiche, associative e di superficie rispetto che sulle informazioni sintattiche (Clahsen e Felser 2006: 565).

Lo stato della ricerca attuale concorda che gli aspetti sintattici più complessi e l’interfaccia tra la sintassi e la pragmatica siano i domini linguistici nei quali il processing della L2 differisce da quello della L1 perfino per i near-native speakers (ossia, gli apprendenti di una L2 che hanno raggiunto un livello di competenza simile a quello dei madrelingua) (Clahsen e Felser 2006; Sorace e Filiaci 2006).

Che cosa significa in fin dei conti?

Dopo aver letto questi paragrafi, siete ancora probabilmente confusi e non sapete esattamente a che tipo di esempi concreti mi stia riferendo. Diamo un’occhiata ad alcuni (l’esempio è preso da Dussias e Sagarra 2007: 101):

An armed robber shot the sister of the actor who was on the balcony.

[Un rapinatore armato sparò alla sorella dell’attore che era nel balcone]

Chi era nel balcone? La sorella o l’attore? Il modo in cui risolvi questa ambiguità dipende dalla tua L1 e da tutti i fattori sopracitati. I parlanti di madrelingua inglese tendono a riferire la frase relativa all’attore. La stessa frase in spagnolo sarebbe tradotta nel seguente modo:

Un ladrón armado le disparó a la hermana del actor que estaba en el balcón.

I madrelingua spagnoli preferiscono assegnare la frase relativa alla sorella.

Per saperne di più

Per saperne di più sugli studi sul Second Language Processing puoi fare riferimento a riviste accademiche come Studies in Second Language Acquisition; Bilingualism: Language and Cognition; TRENDS in Cognitive Sciences; Second Language Research; Language Learning; and Applied Psycholinguistics.

E per finire

Questo è l’ultimo articolo prima di Natale, quindi aggiungo un tocco natalizio.

Santa Claus and Rudolph are flying. While Santa drinks mulled wine, he eats mince pies.

[Babbo Natale e Rudolph stanno volando. Mentre Santa beve il vin brulé, lui mangia dei dolcetti.]

Chi sta mangiando i dolcetti? Santa Claus o Rudolph? (L’esercizio riguarda la frase in inglese). Condividete le vostre risposte nei commenti qui sotto!

 

Bibliografia

Clahsen, H. & Felser, C. 2006. How native-like is non-native language processing? TRENDS in Cognitive Sciences Vol. 10 No. 12: 564-570.

Clahsen, H., Felser, C., Neubauer, K., Sato, M., Silva R. 2010. Morphological Structure in Native and Nonnative Language Processing. Language Learning 60, 1: 21–43.

Dussias, P. & Sagarra, N. 2007. The effect of exposure on syntactic parsing in Spanish–English bilinguals. Bilingualism: Language and Cognition 10: 101–116.

Linck, J. A., Kroll, J. F. and Sunderman, G. 2009. Losing Access to the Native Language While Immersed in a Second Language – Evidence for the Role of Inhibition in Second-Language Learning. Psychological Science Volume 20 Number 12: 1507-1515.

Marinis, T. 2003. Psycholinguistic techniques in second language acquisition research. Second language research 19, 2: 144–161.

Perani, D. & Abutalebi, J. 2005. The neural basis of first and second language processing. Current Opinion in Neurobiology 15: 202-206.

Sorace, A. & Filiaci, F. (2006). Anaphora resolution in near-native speakers of Italian. Second Language Research, 22(3): 339-368.

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