Ricominciare da EVA

Sono già passati due anni dal terremoto dell’Aquila, pagina dolorosa della recente storia italiana. La scossa principale, quella delle 3:32 del 6 aprile 2009, ha lasciato dietro di sé conseguenze che non si possono dimenticare facilmente: interi villaggi distrutti, il centro storico del capoluogo ridotto in polvere e macerie, più di 300 vittime, oltre 10 miliardi di euro di danni.

Lo stato italiano, anche grazie ai generosi contributi arrivati da ogni parte del mondo, si mise subito all’opera per la ricostruzione, a partire dalle abitazioni, necessarie per restituire un tetto a tutte le persone rimaste senza casa a causa del sisma. I lavori pubblici però, richiedono tempi lunghi, sinonimo di morte certa per molti piccoli paesi abruzzesi già svuotati dalla continua emigrazione dei giovani verso le grandi città italiane.

Eco Villaggio Autocostruito
Per questo gli abitanti di Pescomaggiore, un borgo a dieci chilometri da L’Aquila, invece di aspettare, hanno deciso di mettersi al lavoro per realizzare un villaggio auto costruito che permettesse alle famiglie di tornare al più presto possibile, e restare, nel loro paese.

Così è nato EVA (Eco Villaggio Autocostruito), su progetto di Paolo Robazza e Fabrizio Savini, con la collaborazione di Caleb Murray Burdeau, esperto di bioarchitettura: un villaggio a basso costo, costruito nel rispetto dei criteri antisismici e con tecnologie a basso impatto ambientale.

Le case, per esempio, sono e saranno realizzate con balle di paglia, una tecnica del tutto eco sostenibile, a chilometro zero, e solo in apparenza poco resistente: se intonacata, la paglia non si incendia facilmente e in ogni caso resiste alle scosse sismiche meglio di quanto faccia il cemento armato; inoltre permette di ridurre del 75% i costi di riscaldamento delle abitazioni e garantisce un ottimo livello di isolamento dai rumori esterni.

Da EVA a ALMA
Una volta pronte, le case di EVA non saranno un punto di arrivo, ma solo l’inizio di un percorso che coinvolgerà attivamente tutti gli abitanti del paese verso la rivitalizzazione del territorio e la sua promozione turistica. A questo progetto a lungo termine è stato dato un nome, ALMA, acronimo di Abitare, Lavorare, Memoria, Ambiente. Parole dal significato chiaro e preciso: riportare le persone nel paese offrendo loro una casa, creare nuove opportunità di lavoro, recuperare e conservare la memoria storica della comunità, il tutto nel rispetto dell’ambiente naturale.

Qualche esempio concreto: a Pescomaggiore viene coltivato un orto biologico per l’autosussistenza del villaggio e a breve verrà ristrutturato il forno comunitario.

Questo è il miracolo di EVA: non aver soltanto restituito muri e tetti, ma aver dato fiducia, progetti e futuro a un’intera comunità. Perché senza le persone, le case non servono a niente.

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