San Valentino: storia, tradizioni e idee per celebrarlo

800px-Chocolate_giftManca ancora molto a San Valentino (o poco, per alcuni) ma già si percepisce aria di cambiamento. Gli scaffali dei supermercati si riempiono di ogni sorta di cioccolatini, fiocchetti e cuori; le pasticcerie già propongono torte rosa, a forma di cuore o addirittura decorate con coppie di zucchero, e i ristoranti cominciano a ricevere prenotazioni per la tipica cenetta romantica che tutti si aspettano per un’occasione così importante. Se avete letto il mio articolo sull’Epifania, allora saprete che spesso si festeggia senza nemmeno saperne il perché. Questo articolo vi porta alla scoperta della leggenda di San Valentino e delle tradizioni legate alla “festa degli innamorati” nel mondo.

Le origini: Secondo la storia fino al quarto secolo a.c., a Roma, il 14 febbraio di ogni anno si celebrava un singolare rito in onore del dio Lupercus. I nomi dei suoi seguaci, donne e uomini, venivano messi in un’urna e mescolati; un bambino poi sceglieva a caso alcune coppie che per tutto l’anno avrebbero vissuto in intimità finché il rito della fertilità non si fosse concluso. Cercando di porre fine a questa pratica, i padri precursori della Chiesa cattolica tentarono di coprire il suo carattere primordiale sostituendo l’adorazione di Lupercus con quella di un santo cattolico più appropriato. La scelta ricadde su San Valentino, un vescovo martirizzato circa duecento anni prima.

Perché San Valentino? Leggenda vuole che a Roma, nel 270 DC, il vescovo Valentino di Interanma (l’attuale città di Terni), sostenitore dei giovani amanti, fu invitato dall’imperatore matto Claudio II per essere convinto a rinunciare al suo credo cristiano e riconvertirsi al paganesimo. Al rifiuto del vescovo, il 24 febbraio egli venne lapidato e decapitato. Si dice che mentre il santo era in prigione, in attesa di venire giustiziato, si sia innamorato della figlia cieca del suo guardiano, e che grazie alle sue preghiere la ragazza avesse miracolosamente riacquistato la vista. Poco prima di lasciare la prigione, San Valentino avrebbe lasciato questo messaggio alla ragazza: “dal vostro Valentino”. Uno dei primi riferimenti ad un vero e proprio giorno di San Valentino si ritroverebbe in un’opera di Geoffrey Chaucer, poeta medievale noto come il padre della letteratura inglese.

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“Vuoi essere il mio San Valentino?”

Esistono diversi modi per festeggiare San Valentino, alcuni più stravaganti di altri. C’è chi invia fiori e cioccolatini anonimamente, secondo la tradizione inglese e olandese; chi preferisce cene a lume di candela e passeggiate romantiche al chiaro di luna, come tedeschi e italiani. C’è chi regala solo rose rosse, come in Spagna o chi opta per qualcosa di diverso. In Giappone, per esempio, non sono gli uomini a regalare cioccolatini alle donne, ma l’esatto contrario. Altra differenza è che le donne giapponesi non devono regalare cioccolatini per forza al proprio partner, possono anche comprarli per amici, colleghi, persino per il loro capo. Tradizione vuole che dopo un esatto mese, il 14 marzo, gli uomini che hanno ricevuto cioccolatini a San Valentino debbano ricambiare regalando cioccolato bianco. In America, poi, San Valentino viene festeggiato proprio da tutti: i bambini in questa occasione sono soliti scambiarsi bigliettini raffiguranti i propri supereroi preferiti. In Italia, il detto “San Valentino, caccia al primino” spaventa milione di giovani studenti al primo anno di liceo, ai quali vengono spesso fatti scherzi di cattivo gusto. E infine, perché non sposarsi per un giorno? Ad Amsterdam, specialmente per San Valentino, vi è l’usanza del classico “1-day wedding”, un celebrazione che include nel prezzo vestiti, musica, fedi nuziali e foto con il vantaggio di durare solo per 24 ore. Romantico e non troppo impegnativo, non trovate?

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