Targhe e giochi

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Le targhe italiane non hanno niente di poetico, come la scritta je me souviens (mi ricordo) sulle targhe del Quebec, o di divertente come alcune combinazioni che si possono trovare nelle targhe tedesche o statunitensi. Le targhe automobilistiche furono introdotte in Italia nel 1900 per i veicoli pubblici ed estese a tutti i veicoli motorizzati nel 1903. Da allora sono state introdotte alcune modificazioni di scarso rilievo, legate soprattutto all´esaurimento delle combinazioni numeriche e alfanumeriche.

L’intervento più estensivo sulle targhe è avvenuto nel 1994 quando la combinazione standard costituita da due lettere per indicare la provincia e sei numeri viene sostituita fino al 1999 da una nuova combinazione alfanumerica contentente due lettere tre numeri e altre due lettere. Ricordo il momento dell’introduzione delle nuove targhe nonostante all’epoca avessi solo nove anni per via di un gioco che ero solita fare con mio padre.

Fino al 1994 durante i viaggi in auto con mio padre riuscivo a sopportare le lunghe ore in autostrada passando il tempo cercando di indovinare la città di provenienza dell’auto grazie alle prime due lettere della targa, che all’epoca indicavano le province italiane. La mancanza della sigla della provincia non solo non era gradita da me, perché mi portava via l’occupazione principale durante i viaggi ma fu anche largamente protestata dalla maggioranza degli italiani (che forse usavano fare lo stesso gioco), per cui nel 1999 avvenne una ulteriore revisione, che lasciò invariato il sistema di numerazione ma reintrodusse sotto una nuova forma la provincia nella targa. Le nuove targhe hanno due fasce blu ai lati: su quella sinistra è presente il simbolo dell’Unione Europea e la sigla dell’Italia (I), sulla banda destra invece è possibile applicare in colore bianco la sigla della provincia di residenza. Ci sono poi alcune eccezioni come le provincie autonome e la città di Roma, il cui nome si trova per esteso nelle targhe.

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