L’Epifania tutte le feste si porta via

epiphany-222967-mEbbene sì bablarians, l’anno nuovo è arrivato e per la maggior parte di noi è tempo di tornare a lavorare o a chinare la testa sui banchi di scuola. L’atmosfera natalizia comincia lentamente a svanire, con la chiusura dei mercatini di Natale e la svendita degli ultimi panettoni della stagione nei supermercati… ma non tutto è ancora perduto. Infatti noi Italiani, che di feste ce ne intendiamo, abbiamo avuto ieri l’ultima chance per celebrare tutti insieme una festa che per noi è importante quasi quanto il Natale: l’Epifania.

Sicuramente chi avrà letto il mio precedente articolo sulle tradizioni natalizie italiane saprà già tutto su come si festeggia l’Epifania in Italia. Ma cosa accade nel mondo nella notte tra il 5 e il 6 gennaio? Tutti festeggiamo l’Epifania aspettando ansiosamente di ricevere dolci e doni da una vecchia signora vestita di stracci che vola di casa in casa su un manico di scopa? Certamente no, altrimenti il detto “il mondo è bello perché è vario” non starebbe in piedi.

Allora andiamo a scoprire insieme alcune delle più famose tradizioni mondiali legate a questa festività.

1 – Per prima cosa l’Epifania non rappresenta per tutti un giorno festivo in cui oziare. Essa è una festività cattolica, ma perfino in paesi come la Germania in cui la percentuale di cattolici è altissima, non è festeggiata. E se in Italia gli studenti di scuole elementari, medie e liceo non tornano sui banchi prima del 7 gennaio, in Francia il 6 si è già in piena sessione di esami universitari.

2 – Da notare è come solo in Italia si veneri più la Befana dei Re Magi, la cui venuta è appunto celebrata il 6 gennaio. In altri paesi si crede siano proprio loro a portare doni. In spagna, per esempio, nella notte prima dell’Epifania, i bambini mettono davanti alla porta di casa un bicchiere d’acqua per i loro cammelli assetati, un pezzo di pane e una scarpa nella quale sarà sistemato il dono che sperano di ricevere.

3 – In molti paesi si organizzano sfilate legate al culto di questa festività e ci si traveste spesso, come ad Halloween o a carnevale. In Ungheria, per esempio, i bambini si vestono da Re Magi e girano di casa in casa portando con sé un presepe, ricevendo qualche soldino come ricompensa per lo spettacolo. In Romania, bussano alle porte chiedendo di poter entrare a raccontare delle storie in cambio di dolciumi o spiccioli, mentre i preti vanno a benedire le case. In Spagna, il 5 sera, sfilano “los Reyes Magos” a cavallo di cammelli pomposamente decorati, e in Islanda, per celebrare il fatto che il 6 gennaio sono passati esattamente 13 giorni da Natale, si organizza una fiaccolata alla quale partecipano 13 diversi Babbi Natale, il Re e la Regina degli Elfi, e solitamente culmina con uno spettacolo di fuochi artificiali. In Gran Bretagna poi si festeggia la dodicesima notte (celebrata anche da Shakespeare) nella quale si crede che gli spiriti vaghino per le strade.

728px-Roscon_de_Reyes4 – Ultimi, ma sicuramente altrettanto degni di attenzione, i dolci tradizionali che vengono consumati all’Epifania. Il più famoso tra tutti è un dolce che nasce dalla tradizione pagana romana, consumato specialmente in Francia ma esportato anche all’estero, soprattutto in Spagna grazie a Filippo V e in Italia. Si chiama “Galette des Rois” in francese, “Roscón de Reyes” in spagnolo e “Focaccia della Befana” in italiano. Solitamente fatto di pasta sfoglia e ripieno di marmellata, è di forma rotonda e nel suo impasto viene nascosta una fava (in Spagna e Messico anche dei veri e propri regali o dei bambini di plastica): chi la trova diventa il re o la regina della giornata. In Messico, chi la trova deve comprare tamales per tutti in un giorno di chiamato “día de la Candelaria” (2 di febbraio).

Spero che chiunque lo conosca lo abbia mangiato e se ne sentite parlare per la prima volta, beh … segnatevelo per la prossima Epifania!

[English]

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