Un “happy hour” all’Italiana

Quando ero studente universitario, in Italia arrotondavo da vivere versando alcolici e soft drink in un bicchiere – il più delle volte pieno di ghiaccio – ne mescolavo il contenuto, per poi servirlo sul tappetino di gomma di un bancone. In pratica ero bar tender di un ‘american bar’.

In tale veste, ho avuto modo di costatare in che modo agli Italiani piace iniziare la loro serata, piuttosto che un pomeriggio ‘bravo’.

E’ ormai generalizzata la preferenza per gli “american bar” come luogo di ritrovo, dunque ciò fa tendenza anche in Italia, dove questa tipologia di bar è solita popolarsi tra le 17:00 e le 21:00 dei giorni settimanali. Non a caso l’intervallo temporale sposa l’esigenza di lavoratori e studenti che dopo una giornata intensa trovano rifugio nel ‘sacro’ ritrovo, scacciando via lo stress accumulato.

Janine/Wikimedia Commons
Janine/Wikimedia Commons

In somma, sorseggiarsi uno ‘spritz’, piuttosto che un ‘negroni’ o semplicemente una birretta – magari al tramonto, rifletterebbe la conclusione ideale – nonché tipica – della giornata di lavoro o studio che sia, di un Italiano, che avrebbe piacere a condividere il momento con amici o colleghi incalzando in lunghe chiacchierate. Gli americani battezzarono questo rituale con il nome di “happy hour”, in tradotta in Italiano come “ora felice”.

Sebbene tale espressione risalga al diciottesimo secolo, quando assumere alcolici era consentito solo a una certa ora della giornata, l’happy hour è ormai noto come quel momento del giorno in cui i bar preparano cocktail a metà prezzo. A quanto pare, i titolari dei bar Italiani non allineerebbero la propria strategia a quella comune. Piuttosto preferiscono riempire i propri banconi di assaggi di prelibatezze varie, tra cui mozzarelline, bruschette e assaggi di pasta e risotti di vario tipo. Chiaramente a tale strategia segue un duplice intento, ovvero quello di sfamare le bocche dei bevitori e nel contempo di renderli più assetati.

Alvimann/morgueFile
Alvimann/morgueFile

Tra i drink più richiesti si annoverano: mojito, prosecco, l’Aperol spritz, un bicchiere di vino bianco fresco, oppure l’alternativa di tendenza al negroni: il ‘negroni sbagliato’, con il prosecco al posto del gin come ingrediente.

La giornata volge al termine e la folla dei brilli “happy drinkers” ha messo a bada il proprio appetito, quindi si disperde tra i locali notturni della movida, o in alcuni casi si dirige verso il proprio letto, o perché no? Quello di qualcun altro!


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