Una notte all’opera – Giacomo Puccini

Quando si parla di opera, si pensa immediatamente all’Italia, ai suoi teatri e ai suoi celebri compositori. Ce n’è per tutti i gusti: chi preferisce l’energia di Verdi, chi l’eleganza di Donizetti, chi l’allegra vitalità di Rossini. Ma provate a chiedere qual è il compositore che mette d’accordo tutti e avrete una risposta precisa: Giacomo Puccini.

Puccini nacque a Lucca nel 1858 e iniziò a dedicarsi alla musica dopo aver visto una rappresentazione della Aida di Verdi, almeno secondo la leggenda. Ebbe l’opportunità di studiare al Conservatorio di Milano grazie a una borsa di studio della regina Margherita ed esordì nel 1884, quando, sempre a Milano, venne rappresentata al Teatro Dal Verme la sua opera in un atto Le Villi.

Amava scrivere musica nella sua casa di Torre del Lago, una piccola località nei pressi di Viareggio: una specie di eden personale dove sono nate tutte le sue opere migliori, tranne Turandot, l’ultima e incompiuta. Puccini, infatti, stava scrivendo il finale quando fu stroncato da un infarto a Bruxelles, nel 1924. Fu per estremo rispetto del Maestro che il direttore Arturo Toscanini interruppe la prima dell’opera laddove Puccini aveva smesso di comporla, nonostante dopo la sua morte fosse stato aggiunto un finale di servizio.

Il pubblico fu sempre un suo punto di riferimento costante: Puccini mirava al cuore degli spettatori, mai alla testa dei critici. Forse per questo raccolse tanti successi, perché ieri come oggi è difficile restare indifferenti alle sue arie.

Tema principe delle sue opere è l´amore, declinato sempre in modo tragico e sofferente: vediamo qualche esempio. Ne La Bohème, che racconta la vita di un gruppo di giovani artisti nella Parigi del 1830, la tormentata storia d’amore tra Rodolfo e Mimì viene interrotta definitivamente dalla morte della ragazza a causa della tisi. In Tosca, ambientata a Roma nel 1800, Mario Cavaradossi, amante della protagonista, viene fatto uccidere dal rivale e Tosca si suicida dal dolore.

Si dice che Puccini fosse un gran donnaiolo e che non si sia mai fatto problemi a tradire la moglie Elvira. In lui musica e passione furono una cosa sola e probabilmente per questo seppe conquistare le sue amanti, come il pubblico. Anche a distanza di un secolo, si percepisce che ogni sua opera è una parte vivente del suo spirito, la sua priorità del momento, una questione di vita o di morte: come annotò su una bozza di Tosca, “contro tutto e contro tutti fare opera di melodia”.

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