Vergini, pastori e viscere – o, la Bibbia e le sue traduzioni

Abbiamo già trattato di molti argomenti riguardo la traduzione nel nostro blog, dalle parole greche intraducibili agli errori di traduzione, dalla traduzione automatica alle traduzioni che hanno fatto la storia.

Oggi vorrei parlarvi del libro più tradotto al mondo, la Bibbia. Originalmente scritta in ebraico, greco e aramaico, la Bibbia è stata tradotta in 531 lingue (fonte: Wikipedia). La Vulgata latina è stata la traduzione ufficiale fino al Concilio Vaticano II (1962-1965). La prima traduzione in lingua inglese di cui si hanno notizie è quella in anglosassassone di Wycliffe. Le traduzioni in anglosassone erano interlineari, ossia i traduttori scrivevano la loro traduzione sopra alle parole latine, e a volte aggiungevano anche i loro commenti. La traduzione della Bibbia in lingua inglese per eccellenza è quella commissionata da Re Giacomo (1611).

Avrete sentito parlare spesso di “errori” nella traduzione della Bibbia. L’Huffington Post ha evidenziato cinque tecniche responsabili di questi errori: etimologia, struttura interna, parole affini, vecchi equivoci di traduzione, e metafore non comprese. Queste tecniche potrebbero aver portato ad errori nella traduzione, ma dobbiamo tenere a mente che i traduttori interpretano sempre il testo su cui stanno lavorando. I traduttori devono scegliere ogni volta tra una traduzione letterale e una versione adattata. Nel caso della Bibbia, queste interpretazioni hanno avuto una grande influenza in quanto molti concetti si sono stigmatizzati nella cultura Cristiana e non solo. Diamo un’occhiata ad alcuni esempi:

  1. La parola comunemente tradotta in “vergine” potrebbe essere anche tradotta in “giovane donna”. Questo spiega come sia possibile che una vergine abbia partorito un bebè.
  2. Un esempio di metafora che è andata persa nella traduzione, è la descrizione del Signore come un “pastore”. Il significato originario di questa metafora è che il Signore è, citando l’Huff Post, “potente, fiero e regale” mentre oggigiorno l’idea dietro questa metafora è più quella di una “pacifica guida e controllo”.
  3. Le metafore corporali collegate alle emozioni sono di particolare interesse. Nella Bibbia possiamo trovare la classica distinzione tra le viscere – usate per le metafore che si riferiscono alle emozioni– e il cuore – che simboleggia il centro della nostra forza di volontà. I traduttori sono stati abili nell’adattare le metafore emotive usando il campo lessicale del cuore, ma non hanno adattato i simboli che si riferiscono al nostro potere decisionale, la nostra determinazione. Il risultato? Entrambi i concetti sono tradotti usando la parola cuore, rendendo ogni concetto affine alla sfera delle emozioni.

Questi sono solo alcuni esempi, gli argomenti da affrontare sono infiniti quando si apre il capitolo della Bibbia e delle sue traduzioni. Se volete saperne di più sull’argomento, vi consiglio di guardare questo video (in inglese).

Infine, vorrei lasciarvi con una domanda: Come sarebbe una traduzione della Bibbia adattata ai giorni nostri? Ossia, una versione adattata che trasmetta il messaggio, le idee e le metafore dietro alle parole, piuttosto che una versione filologica?

[English]

 

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